Colore

Come far durare il colore più a lungo

SLS Parrucchieri · 7 min di lettura

Il colore appena fatto è una piccola magia: riflessi vivi, tono pieno, luce. Poi, appuntamento dopo appuntamento, quella brillantezza tende a spegnersi. È normale, ma quanto in fretta succede dipende in buona parte da come trattiamo i capelli tra una seduta e l'altra. In salone mettiamo tutta la cura nella formulazione e nell'applicazione: il resto del lavoro, quello quotidiano, tocca a te. Ecco come farlo bene.

Perché il colore sbiadisce

Il pigmento del colore vive dentro il fusto del capello, sotto la cuticola, quello strato esterno di "squame" che protegge la fibra. Quando la cuticola è ben chiusa, il colore resta al riparo e riflette la luce. Quando invece si apre — per il calore, i lavaggi aggressivi, il sole o l'acqua troppo dura — i pigmenti iniziano a uscire e il tono si smorza.

I nemici principali sono sempre gli stessi: acqua troppo calda, lavaggi troppo frequenti, shampoo aggressivi con tensioattivi forti, calore di phon e piastra, raggi UV, e cloro e salsedine di piscina e mare. Le tonalità più delicate — i rossi, i ramati, i biondi freddi e i colori fashion — sono anche le prime a scaricarsi, perché sono fatte di molecole più grandi che faticano a restare intrappolate nella fibra.

Le prime 72 ore sono decisive

Dopo la colorazione la cuticola ha bisogno di tempo per richiudersi del tutto e "sigillare" il pigmento. Le prime 48-72 ore sono le più importanti: se possibile, rimanda il primo lavaggio di almeno due giorni. In questa finestra evita anche piscina, mare, sauna e sudorazioni intense: sono proprio le condizioni che riaprono la cuticola quando è ancora fragile.

Lava meno, lava meglio

Non è il singolo lavaggio a rovinare il colore, ma l'abitudine di lavarli troppo spesso con l'acqua sbagliata. Qualche accorgimento cambia molto.

Diradare i lavaggi

Più lavi, più colore se ne va. Passare da tutti i giorni a un lavaggio ogni due o tre allunga sensibilmente la durata. Nei giorni "off" lo shampoo a secco è un ottimo alleato per rinfrescare le radici senza bagnare tutto.

Attenzione alla temperatura

L'acqua bollente apre la cuticola e "cuoce" via il pigmento. Usa acqua tiepida e, come ultimo gesto, un risciacquo più fresco: aiuta a richiudere le squame e a fissare la luce del colore.

I prodotti giusti

Scegli shampoo e maschere formulati per capelli colorati, delicati e senza tensioattivi troppo aggressivi. Applica lo shampoo soprattutto su cute e radici, mentre la maschera va concentrata su lunghezze e punte, una o due volte a settimana. Per i biondi e i grigi, uno shampoo antigiallo (a pigmentazione viola) usato ogni tanto — non a ogni lavaggio — mantiene il tono pulito ed evita i riflessi caldi indesiderati.

Il calore: il nemico silenzioso

Phon e piastra fanno più danni di quanto sembri, perché agiscono ogni giorno. Non serve rinunciarci, serve usarli con testa: protezione termica sempre prima di qualsiasi fonte di calore, phon a temperatura media tenuto a distanza, piastra e ferro alla temperatura più bassa che ti permette di ottenere il risultato e non tutti i giorni. Ogni grado in meno è colore che resta.

Sole, mare e piscina

D'estate il colore fatica il doppio. I raggi UV scoloriscono e "slavano" il tono, il cloro della piscina può far virare i biondi verso sfumature verdastre, la salsedine secca la fibra e la rende porosa. Le contromisure sono semplici: un cappello nelle ore forti, prodotti con filtri UV, e soprattutto bagnare i capelli con acqua dolce prima di entrare in mare o in piscina — così la fibra si riempie di acqua pulita e assorbe meno cloro e sale. Dopo il bagno, un risciacquo subito.

Cosa possiamo fare noi tra un colore e l'altro

La durata del colore non è solo una questione di prodotti da banco. In salone possiamo intervenire con un gloss o un toner di rinfresco a metà percorso, che ravviva il tono e la lucentezza senza rifare tutta la colorazione, con maschere professionali più performanti di quelle casalinghe, e con un controllo della porosità del capello che ci dice quanto "trattiene" e come dosare i trattamenti. Se programmiamo insieme i piccoli tocchi, il colore resta bello più a lungo e la fibra si mantiene sana.

In pratica

Gli errori più comuni che accorciano la durata

Spesso non è quello che manca, ma quello che si fa senza accorgersene a spegnere il colore prima del tempo. I più frequenti che vediamo: lavare i capelli con acqua caldissima perché "puliscono di più" — in realtà così apri la cuticola a ogni doccia; usare shampoo generici molto sgrassanti o antiforfora aggressivi su un colore delicato; saltare la protezione termica convinti che "tanto è solo il phon"; e strofinare i capelli con l'asciugamano con energia, gesto che solleva le squame e sfibra. Piccole abitudini, ma sommate fanno la differenza tra un colore che dura tre settimane e uno che dura sei.

Il colore dura di più se la base è sana

C'è un aspetto che viene prima di ogni prodotto: la salute del capello su cui si posa il colore. Un capello poroso e sfibrato trattiene male il pigmento, si scarica in fretta e assorbe in modo irregolare, dando quel fastidioso effetto "a chiazze" dopo pochi lavaggi. Un capello in buono stato, con la cuticola compatta, tiene il colore molto più a lungo e in modo uniforme. È il motivo per cui a volte, prima di un colore importante, consigliamo di lavorare un po' sulla struttura e sull'idratazione: non è per vendere un trattamento in più, è perché il risultato del colore — e la sua durata — dipendono anche da lì. Curare il capello e curare il colore, in fondo, sono la stessa cosa.

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